Assistenza post-operatoria per amputato

Dal trattamento protesico del paziente neo amputato di arto inferiore

Dal post-operatorio al ritorno a casa.

Il grave trauma conseguente ad un’amputazione, per la molteplicità delle problematiche in gioco, può essere superato in maniera efficace solo se, nei confronti del paziente, si predispone un progetto riabilitativo personalizzato, definito in collaborazione con le specifiche professionalità che parteciperanno al percorso del paziente.

Dopo l’operazione chirurgica di amputazione dell’arto inferiore, sia essa di tipo transtibiale che di tipo transfemorale, è di fondamentale importanza evitare l’insorgere di molteplici complicanze (aumento dell’edema, rischio di infezioni, traumi e contratture) e ricorrere nel più breve tempo possibile ad un’adeguata riabilitazione e ad una pronta protesizzazione.
Allo stato attuale, non esiste un percorso integrato tra la struttura che effettua l’intervento chirurgico, quella deputata alla riabilitazione e il centro che realizzerà la protesi, con le conseguenti e inevitabili ripercussioni negative sui tempi di recupero e sul successivo reintegro socio-familiare del paziente amputato di arto inferiore
Il progetto qui presentato, ideato e promosso da Reha Group, nasce proprio da questa consapevolezza, con la ferma volontà di integrare le varie strutture coinvolte nel trattamento del paziente amputato, nel rispetto e nell’osservanza delle seguenti finalità:

  1.  agire con tempestività, effettuando un intervento chirurgico che tenga conto delle successive necessità di protesizzazione e di rieducazione funzionale
  2. conferire al paziente la possibilità di recuperare il prima possibile la stazione eretta;
  3. curare il moncone e renderlo adatto alla protesizzazione;
  4. realizzare la protesi provvisoria il prima possibile
  5. Addestrare il paziente all’uso della protesi per ritrovare le abilità perdute sfruttando al meglio quelle residue, al fine di un pronto ed efficace reinserimento nell’ambiente familiare e nel contesto sociale.

Una rete integrata di interventi, quindi, che si pone l’obiettivo di superare le “distanze”, condividendo un comune progetto sul paziente e garantendo la necessità e il diritto di ciascuna persona amputata a condurre una vita normale.
L’intero percorso-trattamento ha una durata di 22 giorni o poco più (in relazione al tipo di amputazione, all’età del paziente, alla sua velocità di recupero) e può essere suddiviso in:

  1. prima fase: post-operatoria;
  2. seconda fase: pre-protesica;
  3. terza fase: protesica.

 

Fase post operatoria

Durata dall’ 1° al 7° giorno

Subito dopo l’intervento chirurgico è di fondamentale importanza evitare l’insorgere di molteplici complicanze, diminuire notevolmente il rischio che il paziente venga colpito dalla sindrome dell’arto fantasma, accelerare i tempi di guarigione e di recupero funzionale. Le problematiche cliniche più frequenti che si verificano nei giorni successivi all’operazione sono relative all’aumento dell’edema, al rischio di infezioni, a traumi e contratture che ritardano notevolmente l’intero processo di guarigione, oltre ad essere causa della difficoltosa stabilizzazione volumetrica del moncone e della sua corretta forma. Ovviamente, più si allungano i tempi di guarigione più risulteranno problematici e tardivi il percorso riabilitativo, la protesizzazione del paziente e il suo recupero fisico in generale.
Nella prima fase post-operatoria in regime ospedaliero, gli obiettivi primari del trattamento riguardano quindi il controllo dell’edema e l’effettiva guarigione della ferita, e sono facilmente raggiungibili nei primi sette giorni successivi all’intervento attraverso l’applicazione di un sistema di bendaggio rigido, nel caso delle amputazioni transtibiali (tab. 1) e l’applicazione di una calza compressiva, nel caso delle amputazioni transfemorali (tab. 2).

TAB. 1 AMPUTAZIONI TRANSTIBIALI BENDAGGIO RIGIDO
Il bendaggio rigido della Ossur è specificatamente studiato per immobilizzare e proteggere l’arto residuo e controllare l’edema post-operatorio nel moncone transtibiale. E’ composto di materiale soffice e pieghevole per conformarsi perfettamente al moncone ed è reso rigido creando un’atmosfera sottovuoto nella camera d’aria interna, senza sottoporre il moncone a pressione. Il bendaggio è disponibile in due misure: small e large.
Il bendaggio rigido va applicato (sopra le bende e mai a contatto con la pelle, fissandolo con cinghie di velcro) dal 1° al 7° giorno successivi all’operazione in maniera continuativa, con la sola raccomandazione di aprirlo una volta la mattina, una volta a metà giornata e una volta la sera, per 15-20 minuti, in modo da arieggiare l’arto residuo e avere il tempo sufficiente per ispezionare la ferita chirurgica. Dall’8° al 21° giorno il bendaggio rigido dovrà essere applicato soltanto per la notte.
Il bendaggio rigido nasce per l’uso singolo, nel senso che ciascuna unità può essere utilizzata soltanto per un paziente. E’ possibile pulire il bendaggio rigido con un telo umido e disinfettarlo con una soluzione a base alcolica. Se necessario, è possibile effettuare la sterilizzazione del bendaggio in autoclave rimuovendo temporaneamente i cinturini in velcro.
Il bendaggio rigido nasce per l’uso singolo, nel senso che ciascuna unità può essere utilizzata soltanto per un paziente. E’ possibile pulire il bendaggio rigido con un telo umido e disinfettarlo con una soluzione a base alcolica. Se necessario, è possibile effettuare la sterilizzazione del bendaggio in autoclave rimuovendo temporaneamente i cinturini in velcro.

Ernia del disco

 

TAB. 2 AMPUTAZIONI TRANSFEMORALI CALZA COMPRESSIVA
I coprimonconi a compressione rappresentano un completamento essenziale nella fase post-operatoria del moncone. Garantiscono, infatti, una pressione omogenea sul moncone, che aumenta progressivamente dalla zona distale a quella prossimale, con un elevato comfort per il paziente. Costituiscono un’alternativa al bendaggio a spina di pesce. In microfibra latex free, sono disponibili in due classi di compressione e in varie misure. Sono dotati di una cinghia pelvica che assicura il mantenimento della posizione.
Vengono applicati sopra alle medicazioni. Sono semplici da utilizzare e veloci da applicare. Per aumentare la durata dei coprimonconi, si consiglia di indossarli e sfilarli con guanti di gomma, per evitare danneggiamenti causati da unghie e anelli. E’ sconsigliato l’utilizzo nelle ore notturne.
I coprimonconi favoriscono la riduzione dell’edema, la prevenzione dei dolori post-traumatici e il miglioramento dell’irrorazione sanguigna del moncone. Inoltre, stimolano il paziente a partecipare al progetto riabilitativo addestrandolo all’autogestione della calza.

Ernia del disco

 

Fase pre-protesica

Durata dall’8° al 21° giorno

Nella seconda fase pre-protesica in regime riabilitativo, si passa alla terapia di compressione con lo scopo di mantenere e ottimizzare i risultati ottenuti nella prima fase e, soprattutto, con lo scopo di ridurre i tempi di stabilizzazione volumetrica del moncone. La terapia compressiva ha una durata media di due settimane. Dall’8° al 21° giorno successivi all’intervento chirurgico vengono applicate al moncone particolari cuffie in silicone, il cui utilizzo è fondamentale, dal momento che i più grandi cambiamenti somatici del moncone si verificano proprio nelle prime settimane successive all’operazione. In seguito alla progressiva diminuzione dell’edema e, quindi, con la riduzione delle circonferenze del moncone, si applica una cuffia di misura inferiore, in modo da garantire sempre la stessa e costante compressione al moncone.

Con l’applicazione delle cuffie Iceross Post-op si ottiene una compressione graduale dal punto distale a quello prossimale dell’arto residuo garantendo un effettivo contenimento delle parti molli, diminuendo drasticamente l’insorgere di problemi relativi a cicatrici ed aderenze e velocizzando pil processo di stabilizzazione del volume e il raggiungimento della corretta forma del moncone. Facili da indossare e semplici da pulire (vantaggi notevoli sia per il paziente che per i medici), le cuffie Iceross Postop donano al paziente un ruolo attivo nel processo riabilitativo rendendolo autosufficiente in tempi molto più rapidi.

Modalità di impiego: il primo giorno di utilizzo la cuffia Iceross Post-op va indossata un’ora al mattino e un’ora nel pomeriggio, il secondo giorno due ore al mattino e due ore nel pomeriggio, il terzo giorno tre ore al mattino e tre ore nel pomeriggio e dal quarto giorno, fino alla fine della terapia compressiva, quattro ore al mattina e quattro ore nel pomeriggio.

Si raccomanda inoltre di indossare la cuffia ogni qualvolta si renda necessario un trasferimento (dal letto alla carrozzina, al bagno…) in modo che si abbia una compressione costante che accompagni il movimento.

 

Fase Protesica

Durata dal 22° giorno

La terza fase ha inizio, in media, il 22° giorno successivo all’operazione. In questa fase il paziente è in grado di essere protesizzato con la sua prima protesi temporanea, che lo guiderà per tutto l’iniziale periodo riabilitativo.

Anche in questo caso il tempo di realizzazione della protesi che andrà indossata prima possibile dal paziente gioca un ruolo fondamentale.

Una volta definita e indossata la protesi temporanea seguiranno periodici controlli a 1, 2, 3 e 6 mesi per verificare di volta in volta lo stato del moncone, l’esatto allineamento della protesi e le condizioni dell’invasatura. Durante questi controlli verranno già valutati, provati e individuati i componenti aggiuntivi (piede, ginocchio, etc.) che andranno a costituire la prima futura protesi definitiva, con particolare attenzione ai prodotti ad alta tecnologia di ultima generazione.

Nel caso di amputazione transfemorale, si valuterà il sistema di sospensione più idoneo al paziente e la protesi verrà confezionata su calco in gesso, soluzione necessaria perché il moncone transfemorale presenta più parti molli rispetto a quello transtibiale e perché la conformazione ossea e la tonicità variano da paziente a paziente. La protesi temporanea transfemorale verrà realizzata mediamente entro sette giorni dal rilevamento delle misure.

Nel caso di amputazione transtibiale, grazie al Sistema MSS (Modular Socket System) della Ossur sarà possibile realizzare una protesi temporanea transtibiale “seduta stante”, ovvero nel giro di poche ore dal rilevamento delle misure fino alla consegna al paziente. Si tratta, infatti, di un sistema attraverso il quale l’invasatura viene modellata direttamente sul moncone, per poi abbinare e allineare la componentistica necessaria per terminare la protesi.

C’è la possibilità, invece, per i pazienti che ancora non sono in grado di subire pressioni sul moncone (ferita aperta, arto dolorante, eccetera) – siano essi amputati transfemorali o transtibiali – sarà possibile applicare una protesi detta Interim che verticalizza il paziente senza entrare in contatto con il moncone e che potremmo definire “pretemporanea”.

La protesi Interim accompagnerà il paziente per tutto il primo ciclo riabilitativo e fino alla realizzazione della prima vera protesi temporanea.

 

Protesi Definitiva

Dal 6° mese post-intervento

Trascorsi mediamente 6 mesi dall’operazione (tempo medio necessario per la stabilizzazione del moncone) sarà possibile realizzare la prima protesi definitiva, anche abbinandola a un secondo ciclo riabilitativo finalizzato al recupero funzionale totale del paziente. Una volta definita e indossata la protesi definitiva seguiranno periodici controlli a 1, 3 e 6 mesi per verificare di volta in volta, come avvenuto per la protesi temporanea, lo stato del moncone, l’esatto allineamento della protesi e le condizioni dell’invasatura. Durante questi controlli verrà anche valutata la realizzazione di una seconda protesi specifica per il bagno.

PROTESI AGGIUNTIVE (dal 12° mese post-intervento)

A partire da questo momento, sarà possibile valutare assieme al paziente che oramai ha raggiunto un totale recupero funzionale, molteplici protesi o componenti aggiuntivi specifici per diverse attività sportive, sia a livello agonistico che amatoriale, come l’atletica, il nuoto, il ciclismo, etc. oltreché per attività ludiche, come il ballo.

Durante il periodo del trattamento protesico e anche una volta terminato, il paziente verrà periodicamente aggiornato e informato su nuovi prodotti e componenti tecnologicamente avanzati immessi sul mercato oltreché coinvolto nella dimostrazione ed eventuale prova degli stessi. Reha Group investe e dedica molte risorse nella progettazione e nella realizzazione di protesi per arto inferiore tecnologicamente avanzate e garanti di una elevata qualità della vita.

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